Milano. Cosa sapere, cosa visitare.

Milano è sicuramente conosciuta a livello internazionale come capitale della moda e capitale economica del Bel Paese, titolo che conquistò durante la rivoluzione industriale. Milano fu capitale e principale centro politico e culturale del Ducato di Milano durante il Rinascimento e capitale del Regno d’Italia durante il periodo napoleonico. Ritenuta una città bigia e malinconica è in realtà una città dalle molteplici sfaccettature che ha molto da offrire. Nell’ultimo secolo si è sempre più rafforzato il ruolo economico e produttivo, facendo di Milano il maggiore mercato finanziario italiano, nonché una delle capitali mondiali della moda e del design. E’ l’unica città Italiana ad aver ottenuto il titolo di Città Globale e ad essersi classificata nella lista delle Città Mondiali Alfa.

Prima tappa obbligata è il Duomo, simbolo per eccellenza di Milano, sito nell’omonima piazza, è un capolavoro dell’architettura gotica, dedicato a Santa Maria Nascente voluta da Gian Galeazzo Visconti. I lavori di costruzione iniziarono nel 1386 e proseguirono per i secoli a venire, venne istituita da Gian Galeazzo Visconti la Veneranda Fabbrica del Duomo che si occupò della costruzione e tutt’ora si occupa dell’amministrazione, reperimento fondi e gestione. Di celebre bellezza la guglia maggiore dove La Madonnina, statua di rame dorato alta 4mt, domina la città. Dalla terrazza del Duomo, nelle belle giornate di sole, si può godere di una splendida vista panoramica della città e della pianura fino alle Alpi.

Proseguiamo attraverso La Galleria Vittorio Emanuele II che collega la piazza del Duomo con la famosa Piazza della Scala, sede dell’omonimo teatro. Soprannominata il salotto di Milano fu costruita a metà del XIX secolo perché, già allora, Milano voleva essere all’altezza delle capitali Europee le quali avevano visto forti evoluzioni urbanistiche. Al bando indetto per la realizzazione proposero le proprie idee ben 176 Architetti internazionali. Tra tutte le proposte spiccò quella di Giuseppe Mengoni che prevedeva la realizzazione di una lunga galleria coperta attraversata da un braccio con al centro un’ampia sala ottagonale. Nel 1865 iniziarono i lavori con la posa della prima pietra da parte del Re Vittorio Emanuele II di Savoia.

Torniamo nella Piazza del Duomo e proseguiamo verso il Castello Sforzesco e il Parco Sempione, facendo una breve tappa in Piazza dei Mercanti, piccolo gioiello e centro della vita cittadina in epoca medioevale.

Il Castello Sforzesco, altro simbolo della città di Milano, fu per secoli protagonista di numerosi eventi, per i Milanesi da sempre suscita amore e odio. Divenne l’emblema del potere repressivo praticato dai Signori di Milano e dai conquistatori stranieri. Nel Novecento divenne luogo di cultura e tutt’ora ospita uno dei più importati musei di Milano. Il nome del Castello deriva dal condottiero Italiano e Duca di Milano Francesco Sforza che nel 1450 decise di riedificare l’intera struttura. Il Castello è circondato dal verde del Parco Sempione che vi fa da cornice.

Restiamo in ambito culturale e visitiamo la Pinacoteca di Brera, poco distante dal Castello Sforzesco. Il Palazzo di Brera sorge su un antico convento trecentesco del gruppo degli Umiliati, in seguito concesso ai Gesuiti che vi fecero un collegio. Agli inizi del 1600 il Palazzo subì notevoli cambiamenti acquisendo un aspetto sobrio e maestoso. Nel 1773, dopo la rottura dell’ordine dei Gesuiti, il collegio passò allo Stato e per volere dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria divenne sede di importanti istituti culturali. Giuseppe Piermarini, uno dei più importati protagonisti del Neoclassicismo, si occupò del posizionamento della biblioteca e del portale di ingresso. Nel 1776 nasce L’Accademia delle Belle Arti di Brera, una collezione di importati opere utili alla formazione degli studenti. Quando Milano divenne capitale del Regno Italico, L’Accademia divenne un museo ricco di quadri provenienti dalle aree acquisite dalle armate francesi. La Pinacoteca continuò ad arricchirsi negli anni fino ad avere collezioni di sorprendente bellezza degli artisti più importati del Novecento.

Probabilmente uno dei più famosi dipinti a livello internazionale si trova a Milano. E' il momento di far visita all’ex refettorio del convento domenicano Santa Maria Delle Grazie dove è possibile ammirare il famoso Cenacolo (Ultima Cena), opera di Leonardo Da Vinci.
Leonardo da Vinci realizzò l’opera sulla parete nord del refettorio tra il 1494 e il 1498 durante la signoria di Ludovico il Moro. Il dipinto è realizzato con tempera grassa su intonaco. Nel corso degli anni, per gli effetti ambientali e gli eventi storici, ha subito pesanti deterioramenti. Numerosi interventi di restauro sono stati effettuati negli ultimi anni, nel 1999 un importante restauro ha restituito all’opera i suoi colori originali.

Abbandoniamo ora l’ambito culturale e andiamo a scoprire la vita e la movida milanese.

Numerosi sono i luoghi di incontro in città. La notte milanese inizia con l’ormai famoso Happy Hour, sono molti i locali che per aperitivo offrono specialità salate e dolci accompagnate da ottimi cocktails.
Le zone della movida sono sicuramente I Navigli, Corso Sempione e Corso Como, anche se negli ultimi anni numerosi quartieri sono stati riqualificati e sempre più stanno aprendo locali trendy e alla moda.
La zona dei Navigli è tuttavia la più caratteristica, sia per i numerosi locali che per la sua affascinante storia. Nella seconda metà del XII secolo inizia la storia dei Navigli, con la costruzione del primo tratto navigabile. Anche nella realizzazione dei Navigli ritroviamo il genio di Leonardo da Vinci, con il suo sistema di chiuse che ancora oggi è possibile apprezzare. Era la fine del 1400 quando Leonardo progettò il sistema di navigazione dal lago di Como a Milano.
I Navigi hanno svolto un ruolo importante per la Città; un tempo zona molto popolare, con numerosi negozietti e mercati, con i suoi corsi d’acqua era una delle principali vie di accesso alla città per il trasporto delle merci fino ai primi anni del dopoguerra. Ora è una zona esclusiva dove, modelle, universitari e artisti, la sera vagano da un bar all’altro scambiando quattro chiacchere. Tuttavia, permane una speciale atmosfera d’altri tempi che solo qui si può respirare.